Il progetto

Or dunque sappi che quelle macchine sono invenzione di un nostro concittadino, a nome Paolo di Zinno… Molto è a dolere che niuno finor abbia pagato al valente artista il debito di lode, e di fama; e sarebbe rimasto ignorato fino il suo nome, se i moltissimi lavori di scultura, che di lui ci rimangono, e quelle ingegnose macchine non ci ricordassero il loro autore.

Camillo del Luca, nel lontano 1856, esortava i campobassani a ricordare la figura di questo scultore. Sono passati 300 anni e, pur essendo stato celebrato in pubblicazioni e con l’intitolazione di una piazzetta, Paolo Saverio di Zinno resta ancora sconosciuto a tantissimi. È importantissima questa operazione culturale messa in atto dal comitato per le celebrazioni dizinniane che ha inteso, in questo modo, assolvere al “debito di lode” nei confronti dell’ideatore dei Misteri, i quadri scenici che ogni anno, dalla metà del Settecento, continuano a sfilare per le vie della città capoluogo dello stupendo Molise. Una terra ricca di storia e tradizione, di cultura agricola e pastorale, trasmessa lungo le vie dei tratturi, di quegli stessi che anche il Di Zinno avrà percorso tante volte. Una terra distinta da un profondo senso di religiosità popolare che il nostro porta nel cuore durante la permanenza a Napoli per studiare l’arte della statuaria, seguito da maestri di indubbia perizia, formatisi alla scuola napoletana, tra i tanti, i biografi riportano il nome di Gennaro Franzese. E in effetti, seguendo il racconto del De Luca, a cui si ispireranno i biografi successivi, mantenendo intatto l’impianto storiografico delle sue vicende e andandone ad approfondire episodi e sfumature varie, il Nostro restò sicuramente estasiato ed ammirato dei fasti della capitale del Regno, nella prima metà del ‘700 animata da una profonda vena artistica, che si concretizzava con la nascita di apparati scenici fastosi e festosi, come ricordano le cronache dell’epoca.

Una Napoli ricca e colta, impreziosita da un barocco fine ed elegante e da un governo aperto verso le tendenze artistiche e letterarie accogli e il giovane Di Zinno. In questo sito, nato per le celebrazioni dizinniane, troverete, oltre al calendario degli eventi, utili link e approfondimenti che vi porteranno a scoprire il lavoro di sintesi dell’artista a cui si attribuisce la paternità degli Ingegni settecenteschi. Tra storia e tradizione, episodi che hanno il sapore del leggendario, la vita del Di Zinno, a tratti romanzata, si va ad intrecciare alle confraternite che a Campobasso avevano nei secoli, sostituito il potere, in una sorta di “gestione” sociale e politica” della vita e dell’economia cittadina. Lo stesso scultore si troverà ai vertici dell’associazionismo religioso laicale, intrecciando le proprie vicende di artista a quelle di persona attenta al benessere del la nascente città. Un anno dedicato alla scoperta e alla valorizzazione di questo cittadino campobassano ma anche, alla riscoperta dei valori tradizionali che distinguevano i campobassani, in un processo di ricostruzione di una identità culturale che deve continuare ad esistere, a protezione di una società globalizzata in cui, troppo spesso, si perdono le radici e ci si dimentica di appartenere ad un popolo.

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